Montreuil 2018: Esplorare, Trasformare, Iniziare, Costruire, Leggere.

Montreuil 2018: Esplorare, Trasformare, Iniziare, Costruire, Leggere.

23 Marzo 2019 0 Di Claudia Pazzini
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Mostra d’illustrazione al Salon di Montreuil 2018, sezione “Esplorare”


“ESPLORARE
Esplorare il passato con il metro dei racconti iniziatici,
di personaggi e testi diventati dei grandi classici
per illuminare i i moti d’animo dell’essere e dell’umanità,
crearsi una cultura comune

Lo scorso anno ho raggiunto il traguardo del decimo anno consecutivo di presenza alla fiera del libro per ragazzi più importante della Francia, il Salon de la Presse Jeunesse di Montreuil, dipartimento periferico di Parigi. La prima volta fu nel 2008, andai per curiosità spinta dalla allora nuova passione per gli albi illustrati, desiderosa di esplorare l’editoria francese che da subito ho riconosciuto come la più avanzata ed esteticamente meritevole nel panorama europeo. Del resto, non è un mistero che io sia, culturalmente parlando, filo francese, avendo sperimentato sulla mia pelle cosa significhi vivere e lavorare in questo paese, dove i musei sono centri propulsori di una cultura multidisciplinare e universale di altissimo livello, capace di incidere sulla formazione dell’identità individuale fino a diventare un tratto saliente della coscienza nazionale. Un esempio pratico di quanto sto dicendo? Basti guardarsi intorno in una qualsiasi metro parigina: i più leggono un libro, ancora oggi, nell’era della smartphone-dipendenza.

Il Salon di Montreuil ha un fascino tutto suo, credo sia un po’ un unicum in Europa, si tratta di una fiera del libro per bambini e ragazzi specifica ma di sola editoria francese. Può sembrare un’iniziativa modesta e invece in Francia questo è uno dei settori più fiorenti con una lunga tradizione di eccellenza: ci sono abbastanza editori per riempire due piani interi dello stabile dove si svolge! La fiera è aperta al pubblico e chi la frequenta da tempo come me sa quanto sia bella la sensazione di vederla invasa da scolaresche dal mercoledì al venerdì e da famiglie nel weekend. Il lunedì, per insegnanti, bibliotecari ed educatori c’è la giornata professionale con tavole rotonde, formazione e conferenze. Molto ricco è il programma di incontri con gli autori e illustratori francesi, nonché spettacoli e letture ad alta voce. Il pianterreno dell’edificio è dedicato ogni anno ad una mostra tematica a cui partecipano diversi illustratori francesi famosi. Il tema dell’ultima edizione del Salon è stato “IL NOSTRO FUTURO” e anche la mostra, divisa in quattro sezioni, approfondiva il tema in modo molto originale. Per chi, come me, si occupa di educazione estetica e didattica dell’arte, è stata forse la più interessante in assoluto rispetto a quelle precedenti.
In ciascuna sezione, l’albo illustrato veniva messo in rapporto a cinque diversi approcci rispetto al passato, al presente e al futuro. Nel primo spazio, “ESPLORARE”, la riflessione era incentrata sui grandi classici e sulle fiabe, confrontando le nuove edizioni illustrate da grandi nomi come Benjamin Lacombe con gli albi pionieristici che hanno fatto la storia della letteratura dell’infanzia francese, come quelli dell’editore Père Castor di Paul Faucher, su cui ha scritto Anna Castagnoli.


Mostra d’illustrazione al Salon di Montreuil 2018, sezione “Trasformare”

“TRASFORMARE

Trasformare il nostro sguardo

attraverso storie e immagini che testimoniano i drammi di oggi,

i rischi di domani.

Prendendo i lettori sul serio, con rigore e finezza

per invitarli a disegnare il loro futuro”

La seconda dimensione della mostra era “TRASFORMARE”. Una lunga parete libera era a disposizione degli illustratori per appenderci dei poster solidali e dei disegni su tematiche di attualità, con un focus speciale sulle migrazioni. Tanti racconti diversi affrontati da più punti di vista; tutti insieme, però, davano forma ad una speranza nuova per il futuro, alimentata proprio dal potere metamorfico delle immagini sul presente e sulla nostra mente. Un mondo nuovo va prima di tutto immaginato. Disegnato.


Mostra d’illustrazione al Salon di Montreuil 2018, sezione “Iniziare”

L’immaginazione, tuttavia, va alimentata e stimolata con gli strumenti giusti ed è importante iniziare ad un’età precoce ad educare lo sguardo alla pluralità di visione. Da questo presupposto partiva la terza sezione, “INIZIARE”, nel senso di aprire nuovi mondi e di farlo il prima possibile affinché porti frutto. Come? Con gli abecedari illustrati, di quelli capaci, con associazioni visive o ribaltamenti di punti di vista, di accendere l’ingegno. Molto presenti in Francia, molto sottovalutati in Italia.

“INIZIARE

Iniziare, con gli abecedari,

alle prime parole, alle prime lettere,

alla musicalità dell’alfabeto e aprire,

con questi primi giochi

alla complessità della rappresentazione”

Questa sezione quindi presentava una lunga serie di pannelli con biografie di illustratori francesi che hanno realizzato gli abecedari più interessanti del momento, ciascuno con delle peculiarità che li rendevano unici nel loro genere. A complemento del processo educativo dei bambini più piccoli alla varietà dell’esperienza percettiva del mondo, si aggiunge l’importanza della formazione di un immaginario personale di cose, animali, persone, luoghi da associare o dissociare secondo il proprio sentire, il proprio punto di vista, libero da condizionamenti. Questo è il ruolo cruciale degli imagiers. Una tipologia di albo illustrato di cui ho già parlato in parte qui, molto diffusa in Francia, meno da noi (e non è un caso), il cui scopo è quello di allenare lo sguardo alle associazioni mentali, alla decifrazione e all’uso del linguaggio visivo, sviluppando così un approccio critico verso la realtà. La quarta sezione della mostra di Montreuil, “COSTRUIRE”, si focalizzava proprio sulla capacità degli imagiers di stimolare i bambini a costruirsi un proprio universo, componendolo e scomponendolo continuamente, con un gioco di figure ideato dall’illustratrice Natalie Choux.

Imagier tattile di Natalie Choux alla mostra del Salon di Montreuil 2018, sezione “Costruire”

“COSTRUIRE

Comporre e scomporre il microcosmo e il macrocosmo

con un imagier un po’ perfido,

che invita i piccoli a diventare grandi,

costruendosi il proprio immaginario ascoltando la percezione che

hanno del vasto mondo”

Questo lungo viaggio nell’immaginazione, nelle favole, negli abecedari, negli imagiers, nell’illustrazione, terminava nella quinta sezione, “LEGGERE”, uno spazio pieno di libri che costituivano la ricca e curatissima bibliografia della mostra, uno più bello e particolare dell’altro.
Dei libri proposti nello spazio di lettura finale della mostra di Montreuil 2018, ma anche dei migliori titoli editoriali visti in fiera, parlerò più approfonditamente in un prossimo, doveroso post a parte.

Inutile dire che questa mostra mi ha lasciato senza parole per la sua bellezza del progetto, la completezza d’indagine sugli albi illustrati specializzati sulla visual literacy e per l’accento dato all’urgenza di una trasformazione dello sguardo per costruire un futuro migliore. Ma sono rimasta senza parole anche per aver preso, una volta di più, maggior consapevolezza di quanto lavoro c’è da fare ancora in Italia per arrivare a questi risultati e mi convinco sempre di più che siano i musei a doversi fare carico di questo rinnovamento della società attraverso progetti di educazione estetica capaci di diventare ponti. Ponti di relazione, di intercultura, di accessibilità, di cura e guarigione attraverso la bellezza contemplata ed espressa.


Mostra d’illustrazione al Salon di Montreuil 2018, sezione “Leggere”