Quando l’albo illustrato diventa libro d’artista

Quando l’albo illustrato diventa libro d’artista

13 Marzo 2019 0 Di Claudia Pazzini
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Alcuni libri della mostra Gli alberi danzanti svoltasi presso la Biblioteca Centrale dei ragazzi di Roma

Lo scorso anno, alla Bologna Children’s Book Fair, un libro molto particolare ha vinto il premio “New Horizon”. Si tratta di
나무,춤춘다 “Tree, Dancing della coreana Yujung Bae. Un libro di ben 14 metri (!!) di lunghezza, sviluppato in verticale, in forma di leporello, con una tecnica sperimentale ideata dall’artista, monotipia con pennarelli indelebili, con effetti grafici sbalorditivi. Impossibile non notarlo e non rimanerne stupiti. Queste sono state le motivazioni della scelta della giuria:


“Le metamorfosi della materia che avvengono sotto un albero caduto, a un primo sguardo sono forme illeggibili, casuali, spontanee. A un secondo sguardo però le illustrazioni svelano forme nascoste, animali, fiori, insetti, pesci, forme e sostanze liquide e organiche che raccontano le trasformazioni della vita.” 

(fonte sito Bologna Children’s Book Fair)

Lo scorso dicembre l’illustratrice coreana è stata ospite presso la Biblioteca Centrale dei Ragazzi di Roma in occasione dell’inaugurazione della mostra Gli alberi danzanti. Una mostra bibliografica di albi illustrati coreani per bambini, pubblicati sia in italiano che in lingua originale. La mostra, affiancata da una serie di incontri volti a promuovere la conoscenza della letteratura infantile coreana, è stata organizzata n collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano e i libri raccolti, sono oggi parte integrante del fondo della biblioteca.


Yujung Bae con il suo libro
나무,춤춘다 “Tree, dancing” alla Biblioteca Centrale dei Ragazzi di Roma

Ho partecipato all’incontro con Yujung Bae ed è stato molto interessante scoprire i retroscena dell’ideazione e realizzazione di questo libro fuori dagli schemi, nonché il suo primo libro in assoluto. L’illustratrice ha raccontato che le forme organiche e zoomorfe del suo libro sono state ispirate ad un tronco d’albero tagliato visto per strada. In un suo momento personale di sconforto, quel tronco mozzo rappresentava la visualizzazione simbolica del suo stato d’animo. Riflettendo su quel tronco morto, Yujung Bae ha iniziato a immaginare una vita sotterranea di quell’albero con delle protuberanze organiche che si estendono sotto la superficie della corteccia fino ad intrecciarsi con quelle di un altro albero, posto al polo opposto. E la vita, dietro quell’apparenza di morte, riprende. L’albero sotterraneo è ispirato all’anatomia del corpo umano e i suoi rami al sistema venoso, per esprimere la vita pulsante nascosta dentro di noi.

Affascinata dal processo creativo del libro e dalla sua complessità non ho potuto evitare di fare alcune domande all’autrice. Il libro è stato un vero e proprio successo editoriale in Corea: nonostante il costo sostenuto (circa 30 €), è arrivato alla seconda ristampa in un anno. Ero curiosa di sapere come fosse percepito il libro in Corea, se fosse considerato un libro d’artista con un target per adulti o un picturebook per bambini. Perché il confine qui è davvero sottile. Yu Jung Bae nel suo bigliettino da visita si definisce “picturebook artist”, non illustrator. E lo trovo piuttosto significativo. Dalla sua risposta, mi è parso di intuire che fare albi illustrati in Corea è fare arte. Non c’è la percezione un’arte “alta”, la pittura, e una “bassa”, l’illustrazione. L’illustrazione è un linguaggio artistico a tutti gli effetti, con la stessa dignità della grande arte. Più difficoltoso che questo concetto passi in Occidente.


Il lago dei cigni di Charlotte Gastaut, Rizzoli.

Tuttavia, ormai è un dato di fatto. Negli ultimi quindici anni il settore dell’editoria per ragazzi ha conosciuto un’espansione e un’attenzione di pubblico significativa, anche in Italia. Credo che un fattore determinante di questa riscoperta delle potenzialità dell’albo illustrato dipendano molto da due aspetti decisivi: in primis, le innovazioni introdotte nella cartotecnica. In particolare, mi riferisco al taglio al laser che ha consentito di arrivare a virtuosismi di intaglio sorprendenti; basti pensare ad alcuni incantevoli libri di Charlotte Gastaut, da L’uccello di fuoco a Il lago dei cigni, ad esempio, ma anche all’incredibile Foresta di Violeta Lopiz e Valerio Vidali, dove un sapiente intreccio di fustellature, goffrature, tagli di pagina, sovrapposizioni di strati diversi di carta lavorata e vivide illustrazioni, consentono di fare quasi un’esperienza sensoriale della foresta, attraversandola, osservandola, entrandoci in simbiosi. Questo genere di albi, travalica decisamente gli standard del libro per bambini, per sconfinare nel mondo del libro d’artista.

La Foresta, Violeta Lopiz e Valerio Vidali, Terre di Mezzo Edizioni.


Questi libri sperimentali raffinatissimi stanno traghettando l’albo illustrato verso nuovi orizzonti espressivi. E questo è dovuto anche grazie al rinnovato interesse per questo settore da parte di artisti e designer
di formazione, altro elemento decisivo che ha consentito di innalzare il livello qualitativo di questi libri. Naturalmente, senza editori lungimiranti, competenti e appassionati, opere come queste non avrebbero mai visto la luce. E questo è un terzo aspetto da non sottovalutare.
Tuttavia questo tipo di albi, che ormai si affaccia con sempre più frequenza sugli scaffali delle librerie, qualche interrogativo lo pone.
A chi sono realmente indirizzati questi libri? Un bambino può apprezzare davvero tutti questi virtuosismi tecnici? Quanto durerà nelle loro mani? Hanno un mercato?
Senz’altro adulti appassionati di illustrazione o adulti che amano avere in casa un bell’oggetto non avranno difficoltà ad aggiungerli alla loro collezione. Certo, il prezzo inevitabilmente più alto di questi prodotti e la loro raffinatezza estetica potrebbero rappresentare un ostacolo alla loro piena fruizione, soprattutto da un punto di vista culturale. Uno dei pregiudizi più duri a morire è il fatto che ai bambini non si possano dare libri troppo complessi, figurativamente parlando, perché non li capiscono o non li sanno maneggiare. La maggior parte dei bambini, in questo modo, viene preclusa all’esperienza estetica, impedendo loro di formarsi un proprio senso del bello. A cosa serve in fondo educare alla bellezza? No, mi dispiace, non sono d’accordo.
Non è superfluo educare alla bellezza. Per imparare a scegliere, bisogna saper guardare. Saper guardare significa saper distinguere bello e brutto, qualità e mediocrità. Per poi desiderarla questa bellezza. Intorno a sé, nel proprio contesto di vita e nella società. Educare al bello significa educare alla civiltà.

Fare esperienza della bellezza con le proprie mani, a questo servono questi albi così raffinati da sembrare opere d’arte. Sono opere d’arte! Un’arte che si può e si deve toccare, esplorare e portare a casa con sé. Quanti bambini hanno davvero la consapevolezza di cosa sia un’opera d’arte? Colmare la distanza tra l’opera d’arte del museo e il bambino, ritengo sia uno dei meravigliosi compiti dell’albo illustrato, soprattutto di questa tipologia che sconfina nel libro d’artista, che molti considerano “difficile”. No, non abbiate paura di mettere in mano questi libri bellissimi e visivamente complessi in mano ad un bambino. Con la mediazione di un adulto, nel ruolo di semplice facilitatore, vi saprà stupire.